PROLOGO 
La Battaglia di Sommocolonia del 26 Dicembre del ’44, è il segnale di inizio dell’operazione offensiva denominata “WINTERGEWITTER” - Temporale d’inverno, ultima, disperata azione offensiva2 che le forze della Asse avevano progettato al termine della 2^ Guerra Mondiale sul fronte italiano.
Lo scopo di queste brevi note è quello di raccontare la memoria del dolore che avvolse principalmente il paese di Sommocolonia e altri. 

ORIGINE E SCOPO DELLA “OPERAZIONE WINTERGEWITTER”
La WINTERGEWITTER nasce ad Albinea (RE), i primi di dicembre. Gli autori sono i Generali Mario Carloni, Comandante la Divisione “Monterosa”, e il gen. Otto Fretter Pico Comandante la “148a Divisione Tedesca” e diretto superiore di Carloni.
L’operazione originariamente era più ambiziosa.
Avrebbe dovuto interessare anche la costa Tirrenica e l’intera Valle del Serchio, ma il comando tedesco, in considerazione della scarsità dei mezzi e del fatto che in realtà a Berlino non avrebbero approvato uno sforzo maggiore che sottraeva risorse al fronte dell’Est, ridimensionò lo stesso in considerazione della scarsità di mezzi aerei e artiglierie necessarie per garantire la superiorità temporanea. Rielaborato in termini più modesti il piano, il 16 dicembre iniziò la preparazione.

OBIETTIVI DELLA OPERAZIONE
strategico
:  effettuare un vasto attacco nel settore tirrenico, individuato come punto debole dello schieramento alleato, allo scopo strategico di infliggere al nemico uno scacco di notevole risonanza, suscettibile di una profonda eco politica; avere la possibilità di un ampio sfruttamento propagandistico del successo, in quanto coinvolgente truppa nemica di colore, vincolare le forze alleate, facendole accorrere da altri settori (più a est) a quello minacciato, evitare la continuazione del travaso di forze alleate dal fronte alleato a quello della Francia del Sud 15 Agosto 1944 (operazione Anvril/Dragoon).
tattico: dare maggiore profondità alla linea difensiva, che specie nel sottosettore destro-Serchio, è troppo compressa; scardinare l’organizzazione americana delle artiglierie e dei rifornimenti; recuperare materiale pregiato, documenti e prigionieri.

Appare evidente che negli scopi tattici e strategici, mancano due importanti obiettivi: la conquista e tenuta della Città di Barga (è una città agli occhi della propaganda) e la conquista dell’importantissimo nodo industriale di Fornaci, dove ha sede la S.M.I., grande fabbrica metallurgica che produce cartucciame da guerra e munizioni.
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1 In realtà l’operazione militare si identifica meglio come “l’Offensiva di Natale” nella Media Valle del Serchio, specie per gli Alleati.
2 Bruno SERENI, “La guerra a Barga” - commento di Mons. Lino LOMBARDI pag. 233 e segg.

SITUAZIONE al 24 dicembre ’44.
Le linee difesa tedescheLa situazione tattica al 24 dicembre’44 è la seguente:
La linea difensiva denominata “Linea Gotica” o “Grüne Linie” (Linea verde), è un allineamento debolmente fortificato e velocemente predisposto che partendo dal Fiume Versilia-Forte dei Marmi, sale sulle Apuane e dalla Pania della Croce, passa tra i paesi di Vergemoli, Gallicano, Treppignana, Colle Monte San Quirico (Il Ciocco odierno), Lama, Monte Uccelliera, Monte Romecchio, per poi andare all’Abetone e via verso il crinale pistoiese- fiorentino.
Nel suo intero sviluppo parte a sud di Massa Carrara (fiume Versilia) e termina a Pesaro, con un percorso di oltre 300 km. Vi moriranno in combattimenti vari oltre 75.000 tedeschi e 65.000 soldati alleati.

In particolare, sottosettore Valle del Serchio:
La Linea Gotica passava inizialmente a sud di Borgo a Mozzano, tra Decimo e Anchiano, ed era molto più consistente, anche con opere della fortificazione permanente, campi minati, muri anticarro, trincee, piazzole di tiro, camminamenti protetti ecc.
Tutti questi lavori furono eseguiti dalla “Organizzazione TODT”, una organizzazione ingegneristica paramilitare tedesca che eseguiva grandi opere di fortificazione con ausilio di personale civile.3 Anche le difese in Normandia furono costruite dalla Todt
Esse però non furono usate nella nostra zona. I tedeschi, furono presi dal serio timore di un aggiramento da Est, con provenienza dalla Val di Lima, Bagni di Lucca.
Per questo motivo preferirono arroccarsi più a Nord rinunciando alle opere predisposte ma sfruttando ottimamente il terreno e in particolare i ripidi costoni delle Apuane e del crinale appenninico.
Vi erano schierate a difesa le forze miste Tedesche –Italiane R.S.I. composte da unità della Divisione “Monterosa” rinforzate da alcune compagnie della “Divisione Italia”4 e unità della “148a Infrantrie Division” una divisione tedesca neanche molto nota5.
Per partecipare all’operazione i tedeschi faranno affluire in zona due battaglioni di scuola alpina, il “IV^ Hochgebirgsjager Battalion” e il “Gebirgs jager Schule Lehr Battalion Mittenwald”.6
Questi battaglioni alpini per portarsi sulle basi di partenza per l’attacco, compiono un poderoso e imponente sforzo tattico di trasferimento operativo, partendo entrambi da l’Abetone a piedi il 23 dicembre ’44.
Il primo si porta in Lama, passando da S.Anna a Pelago, Le Radici, Castiglione, Castelnuovo, Fosciandora.
Il MITTENWALD, salito l’appennino da S. Anna a Pelago, punta verso il Monte Romecchio, e traversa tutto il crinale fino al monte Uccelliera.
Una operazione sicuramente degna di apprezzamento per le difficili condizioni climatiche del periodo, e la riservatezza mantenuta. Difficilmente altri reparti militari sarebbero stati in condizioni di fare una cosa del genere, nelle condizioni climatiche del periodo.
Si contrapponevano ad esse i soldati afroamericani della 92^ Divisione BUFFALO7
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3 Dal nome del suo organizzatore, l’ing Fritz TODT; il direttore dei lavori era invece un generale tedesco di nome Haibich
4 Due delle 4 divisione italiane volute dalla Repubblica Sociale Italiana, addestrate e armate in Germania. Le altre erano la “San Marco” e la “Littorio”.
5 Ufficio Operazioni Divisione MONTEROSA …”San Marco…San Marco. Storia di una divisione”, Milano 1989 vol II pp. 1348, 1351. La 148^ Divisione tedesca era una poco conosciuta unità della Wehrmacht, comandata dal Ten. Gen. Otto Fretter Pico composta da tre reggimenti il 281^, il 285^ e il 286^ più i relativi supporti, quali il 1048 battaglione. genio pionieri, e il battaglione. mitraglieri “Kesserling” costituito poco prima per volontà del Comandante delle truppe tedesche. Si arrenderà il 29 Aprile del ’45, al completo a Fornovo sul Taro (Parma) al comandante brasiliano gen.  Mascarenhas della F.E.B.
6 Un battaglione alpino, il 4^ Hoch e uno di scuola di alta montagna, il “Mittenwald”.
7 La 92^ Divisione “Buffalo” che aveva come segno distintivo omerale un bufalo nero alla carica, era una vecchia unità americana costituita nelle praterie dell‘est americano, nel 1867 per combattere contro gli indiani d’America. Chiamata anche la “Black division,” perché composta solo da soldati di colore, è l’unica divisione “nigger” a combattere in Europa. L’origine del nome risale alla necessità dei suoi soldati, durante la Guerra di autoprovvedere al proprio nutrimento cacciando e mangiando i bufali delle praterie. Il suo impiego nel corso della II^ W.W. verrà fortemente caldeggiato dalla comunità afroamericana, per un senso di “riscatto” nei confronti dei bianchi. Dopo il Marzo 1945, verrà rinforzata da una serie di altre unità tra le quali un reggimento. bianco, il 473rd, 1 reggimento. di nippo-americani il 442nd i famosi “Nisei,” oriundi giapponesi che vivevano negli States al momento della guerra e che chiedono di combattere contro il loro paese di origine per riscattare la vergogna di Pear Harbour. La 92^ verrà allora ribattezzata molto più prosaicamente “RAINBOW Division”. (Divisione Arcobaleno).

IN PARTICOLARE
Nella zona di Barga è schierato il 370th R.C.T.11foto di soldati della 92a Divisione di fanteria nei ripiani sottostanti Sommacolonia, Regimental Combat Team, composto dal 370th Infantry Regiment, il II^ battaglione del 366th Infantry Regiment, il 598th Field Artillery Batalion con pezzi (Howitzer) da 105 mm, il 92nd Reconnaissance Troop, una batteria A “ALPHA” di obici da 155 mm. del 366th, una compagnia B, “BRAVO” del 760th Armoured Batalion e una compagnia A “ALPHA”, del 317th Engineer Batalion con i relativi supporti logistici.
A Sommocolonia sono attestati due plotone. della compagnia F “FOXTROT” del II^/366th, al comando operativo del ten. Jenkins e un plotone. di patrioti del Battaglione. Autonomo “PIPPO”, al comando del Ten. Pier Donato Sommati di Livorno.
Gli americani hanno il Posto Comando in casa Moscardini sotto la rocca, e un osservatore di artiglieria denominato F.O. “TIME” ( Fire Observer) è posizionato sull’alta torre che domina la valle. Da lì il ten. John Fox, può dirigere il tiro dell’artiglieria, gli obici da 155 “Long Tom” del 598th Battaglione. Field Artillery, schierate nei campi sottostanti la Pieve di Loppia. Il comando dei patrioti del Battaglione Autonomo è posizionato in casa Vincenti, sotto Monticino.
Un altro avamposto alleato è a Montebono, piccolo abitato a sud di Sommocolonia, controllato da uomini del 92^ Reconn. Troops; un altro a Bebbio, sulla montagna di fronte.
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8 La 5^ Armata, si costituisce a Tunisi, sbarca in Sicilia e affronterà tutta la campagna d’Italia al comando del gen. Mark Clark; assieme alla 8^ Armata U.K, che combatte sul versante adriatico al comando del gen. Inglese Oliver Leese, costituiscono il 15^ Gruppo di Armate al comando del gen. Inglese Harold Alexander. 
9 La Brazilian Expeditionary Force (in portoghese: Força Expedicionária Brasileira, o F.E.B.) era praticamente una Task Force Divisionale di 25,000 uomini misti tra marinai, soldati e avieri e fu impiegata in Italia, anche nella Valle del Serchio, assieme o in rinforzo alla 92^ Divisione Portava come stemma divisionale un serpente con la pipa in bocca… Il curioso stemma, raffigurante un cobra che fuma la pipa, fu scelto perché molti non credevano che anche i brasiliani avrebbero partecipato alla II^W.W. e da qui il modo di dire come sfottò…è più facile che fumi un serpente che si imbarchi un brasiliano… e invece” a cobra fumou” verso l’Italia. I tre reggimenti base erano chiamati Lenda (leggenda), Luz (luce), Lapa (grotta); i tre battaglioni, all’interno di ogni reggimento erano identificati con i colori Vermelho (rosso), Branco (bianco), Azul (azzurro).
10 Il Battaglione. Autonomo Patrioti, era una unità operativa creata nel novembre del ‘44 a Bagni di Lucca, per ricostituzione della XI^ Zona. Era regolarmente inquadrato nella 5^ Armata, rifornito, vettovagliata e armato dagli americani tramite la O.S.S., ordinato come un normale battaglione americano, e combatterà con impegno e onore fino alla liberazione di Milano.  Il suo comandante Manrico Ducceschi ”Pippo”, sarà decorato con la BROZE STAR. Morirà in circostante molto misteriose a Lucca nell’agosto del ’48,
11 La denominazione di R.C.T. (Regimental Combact Team) è relativa ad una unità operativa, (in termini militari odierni una Task Force a livello reggimentale) organizzata con più reparti, tra loro legati sotto un unico comando, in grado di svolgere tutti gli atti tattici di una battaglia. 

ORDINE DI BATTAGLIA12 OPERAZIONE WINTERGERWITTER
Tre colonne d’attacco, al Comando unitario del Gen. Mario CARLONI, Comandante la Divisione “MONTEROSA”.
1^ colonna:
IV^ Gruppo Esplorante “CADELO” 13 della Divisione MONTEROSA, una compagnia genio pionieri della Divisione ITALIA, la compagnia. reggimentale del 1^ Reggimento Monterosa, dal II^ /6^ Reggimento. Fanteria di Marina Divisione San Marco, dal Battaglione. INTRA e aliquote di altri reparti.
Base di partenza: EGLIO.
Direttrice di attacco: Vergemoli, Calomini. Proseguire fino a Gallicano nel solco del torrente Turrite;
Compito: spingere unità fino al Fornovolasco per intercettare eventuali rinforzi dalla Versilia (Battaglione INTRA).
2^ colonna:
Battaglione alpini “Brescia” e dal II^/285^/148^ Infantrie Division tedesca.
Base di partenza: Ponte di Campia.
Incarico: avanzare e attaccare lungo direttrice Treppignana – Castelvecchio P. e investire frontalmente Fornaci di Barga
3^ colonna: (la prima che attacca effettivamente)
“IV^ Battaglione HOCH” d’alta montagna, Battaglione d’alta scuola alpinistica “MITTENVALD, rinforzata da nuclei mitraglieri del battaglione “Kesserling”.
Base di partenza: LAMA-Monte Uccelliera.
Compito: attaccare frontalmente Sommocolonia.
Occupare Barga. Proseguire su Fornaci di Barga allo scopo di effettuare una manovra a tenaglia per chiudere in una morsa i reparti alleati che difendono la Costa di Rampugnana.
Reparti in riserva:
I^ e II^ battaglione/286^ Reggimento. Granatieri della 148^ Divisione Tedesca, due compagnie. Divisione ITALIA a organici ridotti.
Artiglieria in supporto: 4^ Reggimento artiglieria della MONTEROSA, Gruppi artiglieria della “Mantova” e “Bergamo”; tre gruppi artiglieria tedeschi, uno da 105, uno da 150 e uno antiaereo da 88.
Copertura aerea: nessuna
Mezzi corazzati: nessuno

L’ordine di attacco è dato dalla ricezione della parola d’ordine “Wilhem Gustav”
Il segnale di attacco per la 1^ e 2^ colonna, lo darà la terza, attaccando Sommocolonia e sparando un razzo rossoverde nella notte.
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12 La guerra sulla Linea Gotica occidentale. Cesare Fiaschi, ed. Lo Scarabeo Bologna 1999, pag.93 e 94. Ordine operativo doc. 383/1/2/3/4.
13 Dal nome del suo Comandante, col. bersagliere Gerolamo Cadelo, nobile siciliano.

La linea di difesa AlleataSOMMOCOLONIA 26 GENNAIO 1944.
Pomeriggio del 25 dicembre ‘44, Natale.
Il plotone del Battaglione Autonomo Patrioti al comando di “Leone” è appena smontato, ma rimane in paese. Sommati assieme al collega americano Ten. Jenkins, ha la percezione che i tedeschi attaccheranno presto. Ci sono precisi segnali rivelatori. Movimenti lungo Lama, spari isolati. La “Concetta” che abita nei “Campi”, confermerà che “già dalla sera del 25 ci sono i tedeschi intorno a Pruno”14
Pruno è una piccola località, due casette e campi, posta tra Sommocolonia e il bivio per Montebono, all’altezza dell’abitato di Catagnana. Le truppe tedesche sono quindi già penetrate attraverso il l’allineamento difensivo Caposaldo Sommocolonia - Caposaldo Montebono e sono attestate in silenzio in attesa di sferrare l’attacco al mattino presto successivo.
Per questo Sommati e Jenkins inviano urgentemente la sera del 25 un messaggio a mano al comando a Barga; gli ufficiali che lo leggono non gli danno importanza e rimandano indietro il partigiano, schernendolo.15
L’attacco a Sommocolonia inizia verso le 04,00 del 26 dicembre con la 3^ /4^Hoch che attacca frontalmente il paese, proveniente dalla strada di Lama. La compagnia incappa involontariamente in un campo minato difensivo la cui posizione era stata variata alcuni giorni prima16 e che provoca 46 perdite; praticamente più di mezza compagnia, tanto che viene “scavalcata” dalla 2^/4^Hoch che attacca dal basso Sommocolonia salendo dalla selva della Mariola.
Alcuni tedeschi sono peraltro riusciti a penetrare il perimetro difensivo del paese già dal mattino presto del 26, approfittando della “allentata” sorveglianza che la festività natalizia della sera precedente ha “indotto” nei soldati di colore della 92^17. I civili nei “fondi” sentono chiaramente il diverso rumore del passo fatto dagli scarponi chiodati dei tedeschi, contrapposto al normale scarpone americano gommato.
Nelle truppe attaccanti vi sono anche alcuni italiani se non altro in funzione di collegamento con le colonne a valle. Si riporta la notizia di due fratelli di Modena, che si ritrovano a combattere contrapposti a Sommocolonia, uno negli alpini della Monterosa, e l’altro con i patrioti. L’alpino muore sulla salitella sopra la fontana in Piazza San Rocco.18
Il fragoroso scoppio delle mine nel campo minato, riportato intorno alle 05,00,19 provoca la decisa reazione dell’avamposto a Monticino, che dispone di una mitragliatrice pesante BROWNING cal. 0,50 HB M2.20 I patrioti della XI^ combattono accanitamente sul caposaldo impedendo a lungo che le truppe in attacco penetrino da nord.
Il “report” della 92^” BUFFALO”, descrive la scena in modo sintetico (partisan troops met them head-on in fiere fire fight, driving them off with the aid of small arms and mortar fire from our troops) e dà la notizia che assieme agli “austriaci” vi sono truppe italiane, taluni travestiti da partigiani. 
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14 Testimonianza diretta di Marino Vincenti al redattore.
15 Testimonianza Corneli Ambrogio- “Balistite”, “La guerra a Barga” di B. SERENI, pag 46/47;
16 Buffalo soldiers in Italy- London B.Hargrove pag. 62. - H.Q. 92^ Field order nr. 5.d. to 25 dicembre’44 “rinforzare, organizzare a difesa le posizioni occupate e mantenerle a qualsiasi costo, intensificare i pattugliamenti e rinforzare al massimo le attuali posizioni difensive “Il campo minato antiuomo era stato riposizionato da poco in seguito al pacchetto d’ordini che avvertiva della possibilità di una puntata offensiva tedesca Hans Burtsher, 2^ cp 4^ Hoch Diario postumo.
17 “La Battaglia e il bombardamento a Sommocolonia”, Solace Wales SheetsPisa ’96. Testimonianza di Paolo Biondi, pag.22
18 Testimonianza al redattore di Paolo Biondi e di Marino Vincenti.
19 Buffalo soldiers in Italy- London B.Hargrove pag. 63
20 Rinvenuti numerosi bossoli da 0,50 nel terreno intorno al monumento.

In realtà appare poco veritiera tale circostanza. Gli ordini di attacco tedeschi sono chiari riguardo alla composizione delle forze attaccanti. Vi sono certamente invece alcuni soldati italiani, tanto che nel piccolo cimitero di Sommocolonia è stato sotterrato anche uno di essi che indossa l’uniforme di alpino italiano, e senza documenti; la croce riporta infatti “milite ignoto”.
Tale precedente commento suona più come un “giustificativo” alla ritardata reazione americana. 21 (this caused split-second delays in reaction ..)
I 2 mortai medi da 81 sono schierati in via della Piazzola, nella parte bassa del paese, che reagiscono e aprono fuoco di sbarramento sul davanti delle truppe attaccanti.
Il combattimento in paese è furioso e molto violento.22 (Bitter, bloody fighting continued within the village of Sommocolonia…).
I civili si sono rinchiusi nelle cantine delle case, chiamate “i fondi”. Durante questo attacco muoiono i primi due paesani innocenti. Il fatto di sangue avviene al mattino presto. Alle 7 i tedeschi irrompono nelle prime case del paese, in via della Bulitoia, e in una abitazione prima del piazzaletto Mario Cassettari di anni 29 viene ucciso sulla porta di casa da un soldato che lo centra con un colpo di fucile. Lascia la moglie e due figlie Maria e Lidia.23
Nella casa accanto un altro soldato spara inutilmente una lunga raffica di mitra attraverso una porta chiusa. I colpi raggiungono il bambino Giuliano Nardini di 4 anni che muore, in braccio alla mamma; altri 7 proiettili feriscono gravemente il fratellino Nardino di anni 11. Un partigiano, Giocondo Gonnella di Tiglio viene sorpreso in una casa in Piazza San Rocco, e ucciso. Verrà gettato dalla finestra.
Sia i tedeschi che gli alleati fanno largo uso della artiglieria che colpisce ripetutamente l’abitato, distruggendo oltre il 50% delle abitazioni. I primi per appoggiare il loro sforzo offensivo, gli altri per tentare di fermare l’avanzata. Una intera fascia di 19 abitazioni praticamente sotto la chiesa, viene completamente rasa al suolo. Due colonne di salmerie che portano rifornimenti in arrivo da Lama vengono colpite pesantemente dal tiro degli obici americani.24
Il caposaldo di Monticino resiste bene, fino alla tarda mattinata, finchè i tedeschi riescono a neutralizzarlo alle spalle, sparandogli dalla Rocca, ormai espugnata da un attacco proveniente dalla selva della Mariola. Vi muoiono in combattimento i partigiani: Casolari Italo, Caselli Riccardo, Minelli Giacomo, Venturelli Albano.
Altri patrioti troveranno scampo mescolandosi disarmati e con abiti civili nel primo pomeriggio, tra gli sfollati al momento dello sgombero del paese.
I combattimenti proseguono feroci nel piccolo abitato; l’attacco tedesco progredisce verso la parte più a sud del paese, detta “Monte”. A un partigiano di Ponte a Sestaione Torello Tonarelli, peraltro malato di tubercolosi, vengono attribuiti colpiti oltre 20 soldati tedeschi.25
Lapide di sepoltura SommatiDurante i combattimenti della prima mattinata, perisce in combattimento il Ten. Pier Donato SOMMATI, di Livorno, di anni 23; la salma, sotterrata in fretta in un orto li vicino, verrà traslata nel dopoguerra a cura della mamma al cimitero della Misericordia di Livorno dove tutt’ora riposa.
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21 Buffalo soldiers in Italy- London B.Hargrove pag. 64
22 ibidem
23 testimonianza Pietro Moscardini; “Per ricordare Sommocolonia” pag. 50.
24 Buffalo soldiers in Italy- London B.Hargrove pag. 63
25 Rapporto Ten. Seidner…superata la “starken feindwiderstand” forte resistenza del nemico; Kriegstagesbericht del 26 dicembre ’44.

Il tenente John FoxMuore anche il Ten. Jhon FOX Fire Observer asserragliato nella torre in Rocca. Fox richiede il fuoco di artiglieria dando come ultima correzione la sua posizione che quindi viene colpita dalle proprie artiglierie; verrà ritrovato ucciso sotto le macerie.
Riguardo a ten. Fox, vi è anche la notizia della sua uccisione a opera di tiratori scelti tedeschi della 3^/4^ Hoch. Il fatto non è in contrasto con quello precedente. E’ possibile che siano avvenuti quasi contemporaneamente e comunque non sviliscono affatto la coraggiosa figura del ten. Fox.
Il 1 Arile 1982 la vedova di Fox, sig.ra Arlene riceverà postuma la “Distinguisched Service Cross”, per lo “straordinario eroisimo in azione. Successivamente il 13 gennaio 1997 il presidente Clinton attribuirà a 7 soldati di colore, tra i quali Fox, la massima decorazione, “The Medal of Honor” …For conspicuous gallentry and intrepidity at the risk of life, above and beyond the call of duty, in action involving actual conflict with an opposing armed force.
Assieme a loro, muore dopo un feroce combattimento il collega americano Ten. Jenkins, decorato della Silver Star conferita per “…intrepid valor”.
I nuclei mitraglieri del battaglione. Kesserling, schierati già dalla notte precedente controllano la via di accesso della mulattiera,26 impedendo la risalita di un plotone. di rinforzo mandato dal Comando americano, e colpendo i soldati che cercano di sganciarsi e di ripiegare. Faranno una carneficina.27 (of 60 Americans figthing in Sommocolonia only one officer and 17 enlisted men were able to withdraw).
Soltanto un piccolo nucleo di patrioti guidati da Antonio Makric “lo Slavo”, riesce a portare aiuto risalendo da Barga. Si attesta in casa Olivieri nella parte bassa del paese.

Il patriota Fontana Francesco di Castelvecchio Pascoli, arruolato da poco nella formazione della XI^ Zona, dopo aver colpito un ufficiale tedesco, rimane ferito a morte da una scheggia di granata alla gola.
Assieme ad altro patriota detto “Balilla”, lo “Slavo” approfittando della conoscenza della lingua tedesca, trarrà in inganno numerosi tedeschi che affacciandosi in cima alla via della Piazzola cadono sotto le fucilate dei due patrioti. Si ritirano ormai praticamente circondati, verso le 13. In serata con il buio esfiltrano anche 18 americani superstiti.
Nella tarda mattinata un proiettile incendiario centra una casa in località detta “Monte”, dove perisce l’intera famiglia di Giuseppe Moscardini detto “il Cascianella”; insieme a lui muore la moglie Nella di 30 anni, la figlia Anna Maria di 11, Dante di 7, e Lido di 12 mesi; sopravvive solo il piccolo Franco.
I tedeschi rastrellano il paese, peraltro non accuratamente, in quanto alcuni soldati americani rimarranno nascosti nelle case e nelle cantine per tre giorni senza essere trovati.
La maggior parte degli abitanti di Sommocolonia con il parroco Don Fredianelli, nel pomeriggio sfolla nei campi in Merizzacchio e nei metati sottostanti, fino al Mulino dei Gasperetti. Passando dalla zona dove adesso c’è il piccolo campo sportivo, vedono il posto di medicazione tedesco predisposto nel metato Vincenti, con numerosi feriti e morti in attesa di essere sgomberati. L’ingombro nella strada causato dalle numerose salmerie obbliga i tedeschi a far scendere verso Merizzacchio gli sfollati.
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26 La Battaglia e il bombardamento a Sommocolonia”, Solace Wales SheetsPisa ’96. Testimonianza di Nardino Nardini pag.52.
27 Buffalo soldiers in Italy- London B.Hargrove pag 66.

I soldati tedeschi del 4^ Hoch esaurito il combattimento a Sommocolonia, nel tardo pomeriggio scendono verso il basso lungo la mulattiera28 e si attestano a Catagnana in attesa dell’intervento preparatorio della propria artiglieria su Barga, nella quale entrano al mattino dopo (…tranquilli, come cacciatori con il fucile in spalla, descriverà Mons. Lombardi) il 27 dicembre.
La battaglia di Sommocolonia, iniziata con lo sparo nella notte di un razzo verde rosso per comunicare l’inizio dell’attacco alle altre due colonne più in basso, proseguita con la distruzione e l’occupazione del paese, termina in serata con oltre 130 caduti tra tedeschi, americani partigiani e civili; 18 soldati americani riescono fortunosamente a filtrare con il buio le attraverso le linee e ricongiungersi a Barga. Una quarantina sono i dispersi. 10 i soldati americani prigionieri tra i quali un dottore, Rothacker Smith, che sarà successivamente liberato dalle truppe del gen. Patton il 29 Aprile del ’45 nel campo Stalag 7° a Moosburg in Austria.
Rimangono pochi soldati tedeschi della 3^/4^Hoch a presidiare Sommocolonia, fino al rientro delle retroguardie nella notte del 27/28. Dopo il rientro del grosso si attestano in Lama. E’ assolutamente errata la notizia che mantengono la posizione di Sommocolonia.29
La mattina successiva alcuni sfollati a “Campo” sopra Montebono,30 portano il bambino Nardino Nardini all’ospedale di Barga con una barella improvvisata. Si salverà miracolosamente, ma rimarrà invalido a vita.
Rientrati dall'ospedale a casa di Renzo Casci, Alfredo Mazzolini di Sommocolonia, Vittorio Biondi31 e Adelmo, Santi Giuseppe Adelmo Casci, Aliseo Moscardini di Merizzacchio, e Alfredo Gonnella di Ponte di Catagnana vengono forzatamente costretti dai tedeschi per trasportare i loro feriti e i morti all'ospedale da campo in località Santuario di Migliano, attraverso il percorso Merizzacchio-Ceragioli-La Foce-Prata Garfagnina-Migliano.32
Il giorno 28 pomeriggio, Renzo Moscardini, assieme al giovane Pietro Paolo Biondi, risalgono fortunosamente in paese e recuperano la cassetta con gli ori della Madonna, che Don Fredianelli aveva interrato nell'orto della canonica.33 Non incontrano anima viva; il paese diverrà facile preda di alcuni miserabili saccheggiatori.

LA WINTERGEWITTER CONTINUA.
Intanto l’altro battaglione d’alta scuola alpinistica “MITTENWALD” che faceva parte della terza colonna, sceso dall’Uccelliera attacca con facilità relativa Montebono, Renaio Bebbio, dove muore in combattimento il patriota Giuseppe Marchi, e obliqua su Scalpello.
A Tiglio, nel pomeriggio, ingaggia un furioso combattimento contro un avamposto del Battaglione Autonomo Patrioti Pippo dove cade in combattimento in località “Casina Rossa” il caposquadra Aladino Mencacci di Lucchio, e viene ferito Giuseppe Santi di Fraia; anche un tedesco rimarrà ucciso. 
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28 Hans Burtsher, 2^ cp 4^ Hoch Diario postumo…
29 “ La guerra sulla Linea Gotica Occidentale ,Cesare Fiaschi Bologna 1999 Ed. LO SCARABEO pag 111.
30 Adelmo Biondi insieme al padre del piccolo ferito, Giuseppe Nardini utilizzando una barella improvvisata; Adelmo morirà nel ’46 in Piazza san Rocco nel tentativo di togliere un lanciarazzi tedesco dalle mani del piccolo Marietto, fratellino della fidanzata Anna.
31 Vittorio Biondi, morirà in località le Pianacce, nell’agosto del ’45 mentre risale una trincea tedesca abbandonata, investito dallo scoppio di una mina.
32 B. Sereni, La guerra a Barga, testimonianza Togneri Giuseppe pag.111, a Migliano, presso il Santuario c’era l’ospedale da campo tedesco.
33 Ibidem, testimonianza Pietro Moscardini, pag 118.

Il Mittenwald si attesta quindi sulla linea dell’Ania e invia pattuglie esploranti che si spingeranno in avanti ma sempre rimanendo in quota. La sua penetrazione non sarà assolutamente preoccupante. Non è confermato e appare improbabile l’arrivo a Bagni di Lucca; basta osservare bene una carta geografica e conoscere la zona per escludere tale possibilità.
Gli americani della 92^ BUFFALO rompono il contatto e si ritirano oltre Calavorno. Il personale del Battaglione Autonomo Patrioti che si è accentrato presso le coste di Coreglia riceve l’ordine di sganciamento da “PIPPO” e si sposta (a piedi) a Bagni di Lucca.  Il concentramento è all’Albergo “del Sonno”.
I tedeschi presa Barga, scendono pressoché indisturbati a Fornaci e spingono l’attività offensiva fino all’Ania, punto di massimo di penetrazione.34 Oltre tale limite si spingono solo sporadiche pattuglie esploranti, che rientrano non appena ingaggiano i combattimenti con le truppe della ’8^ Divisione Indiana, comandata dal Magg. Gen. Dudley Russel, che schiera il suo Posto Comando a Osteria, sotto Ghivizzano alle ore 13.00 del 27.
Viene predisposto un poderoso sbarramento difensivo subito dopo Calavorno, alla strettoia, con la 19^ e la 21^ brigata, per controllare il deflusso degli sbandati in rientro a Bagni di Lucca e predisporre la necessaria attività esplorante, preliminare alla avanzata.

La massima penetrazione tedesca effettivamente registrata è sul Torrente Ania; oltre è ipotizzabile onestamente una saltuaria attività di pattuglie esploranti; infatti sempre dal diario postumo di Hans Burtsher, 2^ compagnia 4^ Hoch Diario possiamo leggere :”…ci viene detto che Fornaci di Barga era il nostro obiettivo finale; ..mi hanno appena comunicato che io devo assumere la sicurezza alle spalle delle truppe in ritirata… il rumore dei cingoli dei panzer nemici (n.d.r. 8^ Divisione Indiana), si ode ora chiaramente…ci ritiriamo in fretta nella direzione dell’Istituto Pascoli….
E tenendo conto che queste parole sono registrate alla data del 26 dicembre (ma sappiamo che occorre traslare in avanti un giorno per un suo ammesso errore…) si capisce che è la sera del 27 Dicembre 1944. Abbiamo anche una precisa nota che riporta: “alle 4 del 27, i civili in fuga hanno la ventura di fare il primo incontro con gli indiani, che si stanno predisponendo a difesa della zona di Coreglia e di Filecchio…”35. Ancora…. “giunti al posto della vecchia Dogana (poco dopo Ponte all’Ania n.d.r) scorgemmo a pochi metri una lunga colonna motocorazzata con a bordo soldati indiani che venivano insù… erano esattamente le quattro del 27 dicembre 1944. Altri indiani li incontrammo a Ghivizzano e poi a Calavorno”.36

P47bombe da 500 lb

Il giorno successivo, (27) il paese di Sommocolonia e altri vengono ripetutamente bombardati da formazioni aeree della U.S.A.F. impiegando cacciabombardieri leggeri P 47 THUNDERBOLT.

Il P 47 era armato con 8 mitragliatrici da 12,7 mm e due bombe da 500lbs.( 227 kg)

 

 

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34 VAL DI SERCHIO E VERSILIA LINEA GOTICA. Fabrizio FEDERIGI. Supplemento di “VERSILIA OGGI” maggio 1979 Querceta LU. Pagg. 206 207 208.
35 ibidem. Pag. 206
36“La Guerra a Braga “B.Sereni pag.124 testimonianza d E.G..e A.R. di Barga

28 dicembre ore 02.00 del mattino37
I tedeschi iniziano il movimento di rientro sulle basi di partenza, carichi di bottini, utilizzando civili rastrellati e muli come portatori; “…ingente bottino catturato: 4 cannoni anticarro da 57 mm, 115 mitragliatrici da 12,7 mm, mortai da 60 e 81 mm, materiale telefonico, apparecchi radio, bazooka, munizioni in grande quantità, mine antiuomo, razzi da segnalazione, viveri, vestiario e generi di conforto”.
Sporadici contatti con le truppe indiane in avanguardia38. Elementi della II^/6^Battaglione della Divisione San Marco, facenti parte della 1^ colonna in ritiro, lungo il fiume Serchio, ingaggiano e distruggono due blindati inglesi.
Il 29, verso sera, truppe della 8^ Divisione Indiana accompagnate da patrioti della XI^, entrano in Sommocolonia. Vengono mobilitati i pochi paesani presenti per recuperare i tanti cadaveri che sono nei campi e in paese. Verranno accentrati nello spazio davanti al piccolo cimitero esistente, e nell’orto della casetta sotto Piazza San Rocco. Successivamente saranno sgomberati allineandoli lungo la stradina che va a Catagnana, chiusi in sacchi neri, trasportati dalle piccole jeep willys, unici mezzi motorizzati che passano precisi dalla mulattiera.

Perdite a Sommocolonia
civili              7;
partigiani      7 +   5 dispersi;
americani  43 +   5 dispersi;
tedeschi    70 + 15 dispersi.
americani prig.  10
Totale vittime accertate: 132 caduti e molti feriti.

N.d.a. I feriti americani venivano sgomberati al 38^ Evacuation Hospital di Pisa. La “policy sanitaria” americana, prevedeva l’erogazione di cure a tutti coloro che ne avessero necessità, indiscriminatamente: repubblichini, fascisti, sbandati, partigiani, civili e soldati regolari.

Danneggiamenti
- Oltre il 50 % delle abitazioni è stato abbattuto;
- la chiesa parrocchiale completamente distrutta;
- la Rocca, la torre, l’acquedotto pesantemente danneggiati.
- Le mine e gli ordigni infestarono il paese e i campi circostanti provocando vittime anche successivamente alla fine della guerra.
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37 Hans Burtsher, 2^ cp 4^ Hoch Diario postumo… alla data (errata di un giorno) del 27 dicembre (perciò trattasi delle 02,00 del 28).
38 C. FIASCHI, La guerra sulla Linea Gotica pag. 112

 Citazioni storiche :
1. Il Generale Mario CARLONI Comandante della «Monterosa», che non era esattamente un tipino generoso., “(La Resistenza in Lucchesia” 1965 C.P.L.) «esprimerà parole di ammirazione per il Battaglione Autonomo Patrioti PIPPO, per il suo coraggio e per la perfetta condotta militare…»  

2. La guerra sulla Linea Gotica Occidentale”, Cesare Fiaschi Bologna 1999 Ed. LO SCARABEO pag. 115.… » Formazioni partigiani di ridotta entità aggregate a reparti della 92^ Divisione hanno preso parte ai combattimenti durante l’operazione WINTERGEWITTER con buon comportamento….

3. C. CORNIA «Monterosa, Storia della divisione alpina Monterosa della R.S.I. del Bianco Udine 1971 p.144…i soldati della Buffalo «arretrarono precipitosamente, lasciando ai partigiani l'incarico di rallentare l'avanzata avversaria».

4. “La guerra sulla Linea Gotica Occidentale”, Cesare Fiaschi Bologna 1999 Ed. LO SCARABEO Pag 99. «…Proseguendo l'attacco la 3^ Hoch costringe i partigiani dell'avamposto, che pur combattono bene e hanno subito perdite, a ripiegare entro l'abitato.” 

5. “The Mediterranean theater of Operation, Cassino to the Alps” pubblicato nel 1977 dal Center of Military History, US Army a Washington, a pag. 10 si legge: “Il Generale Von Tippelkirch, comandante la 14ª Armata, non aveva dubbi sulla validità dell’operazione effettuata all’insaputa del quartier generale della Wehrmacht, che aveva vietato ogni azione offensiva in Italia. Infatti, non appena Hitler lo saprà, furioso ordinerà che non un uomo né una cartuccia in più sia data.

Storiografia
 
…nel dopoguerra, sulla rivista settimanale “Oggi” nr. 21 del 22 maggio 1952, apparvero due fotografie illustranti scene di guerra dal fronte della Garfagnana, Divisione Monterosa. 

La didascalia diceva. “Reparti della Monterosa all’attacco. Sul fronte della Garfagnana gli alpini della Repubblica Sociale, agli ordini del gen. Carloni, furono protagonisti di un’audace azione di guerra nell’inverno 1944-45. Incaricati di compiere un’azione esplorante, il 26 dicembre attaccarono una divisione di negri che si sfasciò in pieno sotto l’urto degli italiani. Per dieci giorni i soldati della R.S. non ebbero più contatto con il nemico e raggiunsero Barga, Gallicano, e Bagni di Lucca. In seguito gli americani concertarono sulla Garfagnana 800 aeroplani e per otto giorni continuò un carosello infernale di bombardamento. Molti dei soldati inquadrati nelle file della repubblica nel triste periodo che va da ’43 al ’45 seppero battersi con valore e accanimento. Quando si arrese, la Monterosa ebbe l’onore delle armi per iniziativa del gen. Clark, comandante avversario”.

Interessante poi è una deposizione del gen. Graziani, riportata da “La Nazione” Firenze 26 febbraio 1950: “Le mie truppe si coprirono di gloria sul fronte della Garfagnana, dove, individuato il punto debole del nemico, riuscirono ad infiltrarsi in profondità in modo tale che, se fossero state aiutate in quella occasione dai tedeschi, avremmo avuto la possibilità di chiudere una immensa sacca la V^ e la VIII^ Armata. Mi consta che gli Alleati, mentre le nostre pattuglie si erano spinte fino a Viareggio, avevano l’ordine temendo il peggio di evacuare Firenze.”
Puntuale in merito a questi due pezzi, la efficace risposta di Mons. Lino LOMBARDI, Proposto di Barga. Pubblicata da Bruno Sereni in “La guerra a Barga ” Edizioni del giornale di Barga , 1968:
1. L’audace azione a carattere esplorante, fu una azione meditata e predisposta fin dai primi di dicembre per spezzare il fronte;
2. è falso parlare di 10 giorni di perdita di contatto col nemico, al più furono poche ore del 27 dicembre;
3. è falso parlare della occupazione dei Bagni di Lucca, distante 10 km dall’Ania, limite raggiunto dai tedeschi
4. il carosello infernale di 800 aerei durò invece tre ore il 27 e 6-7 il 28, ed erano molti meno, ma comunque sempre anche troppo;”

n. d. r.  è errato che la “Monterosa” si arrese al gen. Clark. Il suo comandante gen. Mario Carloni si arrese, con l’onore delle armi, a Fornovo di Taro (PR) al gen. Mascarenhas. della 1^ Divisione Brasiliana (la F.E.B.) il 5 Aprile 1945, dopo un travagliato consulto con i suoi ufficiali; una seconda aliquota (Gruppo art. “Bergamo” e Battaglione “Intra”) della “Monterosa”, schierata in Liguria si arrese il 27 aprile al Passo della Scoffera. Per quanto riguarda l’onore delle armi, tale usanza militare è conseguente ad una disposizione generale impartita da Clark a tutti i suoi comandanti, allo scopo di favorire e accelerare la resa dei “Repubblichini”. Della serie: “purché si arrendano alla svelta concedete pure l’onore delle armi” …
Qualcuno aveva avuto un po’ di buonsenso.

Continua Mons. Lino Lombardi, nei riguardi della deposizione di Graziani:
1. “le sue truppe rimasero su per giù dove erano, qualche passo da Gallicano e nei dintorni, e non mi pare che si avessero azioni di “gloria” almeno nel senso comunemente inteso. Tantomeno nelle puntate delle pattuglie verso Viareggio;
2. che, se ci fu un punto debole, questo fu purtroppo a Barga, e qui per la verità operarono i tedeschi e non la Monterosa;
3. che se qualcuno avesse dovuto lamentarsi per il mancato aiuto degli altri, dovrebbero essere i tedeschi.”

4. L’affermazione della possibile chiusura della sacca e cattura delle intere V^ e VIII^ Armata è veramente una… gigantesca fanfaronata. (n.d.r.)

PUNTO DI MASSIMA PENETRAZIONE RAGGIUNTO NELLA WINTERGEWRITTER.

Cartina di massima penetrazione A preciso parere del redattore, in base alle testimonianze effettive di chi vi ha partecipato e alla attenta lettura delle dichiarazioni e dei documenti ufficiali, il limite massimo raggiunto dal grosso delle truppe dell’Asse, coincide con il torrente ANIA.
Oltre è ipotizzabile solo una sporadica e saltuaria attività di pattuglie esploranti tese ad individuare la dislocazione e l’entità del nemico.
Appare altamente improbabile e non verosimile che le forze dell’Asse si siano spinte oltre tale limite. Del resto basta munirsi di una buona cartina geografica del posto e verificare che la località “OSTERIA,” dove il magg. gen. Russel, comandante della 8^ Divisione Indiana, alle 13.00 del 27 pone il suo comando, è avanzata rispetto alle località che vengono ipoteticamente occupate dai tedeschi. È materialmente impossibile che un posto comando divisionale, sia stato posto entro le linee avversarie…

Commento finale:
è sintetizzato da Bruno Sereni, nel suo “BARGA, PAESE COME TANTI”, capitolo “La fuga” pag. 16;
…la camionetta del signor Governatore (il comandante inglese) corre in su e in giù- … la tragedia di questa povera gente lo interessa dal punto di vista fotografico. Di quando in quando si ferma a prendere una serie di istantanee che un giorno farà vedere ai suoi amici in qualche “club dei Greenwich Village”. Che cosa rappresenta dopotutto questa fuga nel quadro della guerra per il Comando Alleato? La semplice perdita di qualche caposaldo che si riprenderà quando si vuole….

Vittorio Lino Biondi

 Fonti documentali:

  • “La guerra a Barga” di Bruno SERENI, Ed. “Il giornale di Barga” Barga 1968.
  • “LA LINEA GOTICA tra la Garfagnana e Massa Carrara”, vol I^. Ritter di Davide del Giudice e Riccardo Mori.
  • “VAL DI SERCHIO E VERSILIA LINEA GOTICA”. Fabrizio FEDERIGI. Supplemento di “VERSILIA OGGI” maggio 1979- Querceta LU
  • “PER RICORDARE SOMMOCOLONIA” edizioni “l’Ora di barga”
  • “BUFFALO SOLDIERS IN ITALY”- London B.Hargrove
  • “LA GUERRA SULLA LINEA GOTICA OCCIDENTALE”. C. Fiaschi, ed. Lo Scarabeo Bologna 1999
  • “LA BATTAGLIA E IL BOMBARDAMENTO A SOMMOCOLONIA”, Solace Wales Sheets Pisa ’96