L’obbiettivo
Nella pianificazione degli Alleati, l’Operazione Encore del IV° Corpo d’Armata aveva come obbiettivo la conquista del Monte Belvedere, di fronte al paese Lizzano in Belvedere, di Monte Castello, l’avanzata lungo il crinale verso Monte della Torraccia, Monte Terminale, sopra al paese di Jola di Montese, sino a raggiungere, conquistare e difendere la linea del fronte tra Monte Grande d’Aiano e Monte della Spe, a nord del paese di Castel d’Aiano, Monte della Castellana, di fronte al paese di Roffeno Musiolo, Monte Valbura, fino al paese di Castelnuovo, sopra la strada statale 64, a sud di Vergato. Con tale operazione veniva preliminarmente ridefinito il fronte nell’alto Appennino Bolognese raggiungendo e preparando le postazioni sulla la linea di partenza dell’offensiva che in primavera avrebbe permesso il totale controllo della strada statale 64 sino alla città di Bologna. Entrando nella Pianura Padana le divisioni, guidate sul terreno pianeggiante dalle forze corazzate, avrebbero dovuto tagliare la ritirata dei tedeschi, incalzati a est di Bologna dall’8a Armata, inseguendoli da vicino oltre il fiume Po verso il lago di Garda.

Il territorio
Di fronte alle postazioni della linea d’inverno, dove erano trincerati i soldati della 5a Armata, si dispiegavano i contrafforti centrali della barriera montagnosa rappresentata dagli Appennini: una linea ininterrotta di crinali e cime, alcune alte più di 1000 metri. I pendii erano coperti di boschi di castagni, querce e foreste di pini anche se molte montagne avevano pendii scoscesi di roccia nuda e dirupi.

 L’86° Reggimento di fanteria da montagna fu il primo della 10a Divisione da montagna ad arrivare in Italia.

Sbarcò a Napoli il 23 dicembre 1944. Il 25 dicembre 1944 il 1° Battaglione, con annesse compagnie di servizi e quartier generale, si stava spostando a nord verso Pisa in treno, con il rimanente del reggimento che l’avrebbe seguito via mare in sette o otto giorni. A causa dello “spavento” di ciò che stava accadendo in quel momento nella Valle del Serchio il resto del reggimento partì per Livorno via mare il 26 dicembre 1944. Tutte le unità furono concentrate nell’area di stazionamento di Pisa dove erano disponibili i mezzi di trasporto e sarebbero state eseguite le verifiche finali. Entro il 30 dicembre 1944, la Valle del Serchio si era calmata e il reggimento si stava trasferendo a Quercianella, sette miglia a sud di Livorno per l’addestramento e la pratica nello sparo con le armi.

Il 6 gennaio 1945, l’86° Fanteria da montagna passò sotto il controllo della Task Force 45 e si preparò a spostarsi sulla linea dell’Appennino, rilevando vari battaglioni “Ack-Ack” [Artiglieria Antiaerea]. L’86° Fanteria da montagna rimpiazzò il 900° Battaglione AA nell’area di Belvedere nella notte tra l’8 e il 9 gennaio. In quella località, in quel momento, c’era da un metro a un metro e mezzo di neve sul terreno. La sostituzione fu fatta di notte, dopo uno spostamento durato un giorno intero da Quercianella sino a cinque chilometri a est di Porretta Terme.

ATTACCO A MONTE BELVEDERE1

Il ‘D’ Day per l’attacco contro il Monte Belvedere ed il Crinale del Monte della Torraccia era fissato per il 19 febbraio ma il grande piano al quale partecipò questo battaglione venne messo in atto già il 18 febbraio, o “D”-1. La parte preliminare all’attacco principale era diretta contro Pizzo Di Campiano ed il Crinale di Monte Serrasiccia, allo scopo sia di sbilanciare le difese nemiche sia di guadagnare le alture da cui osservare il successivo attacco contro il Belvedere stesso.

Le truppe della 10a Divisione da montagna, in collaborazione con le forze brasiliane della 1a Divisione di fanteria, F.E.B.2, portarono avanti l’offensiva principale ma l’azione del “D”-1 venne condotta esclusivamente dall’86° Reggimento appartenente alla 10a Divisione da montagna. In entrambi i periodi tutti i reparti a supporto della fanteria erano sotto il comando diretto del Quartier Generale del 751° Battaglione Carri. Durante il “D”-1, un plotone di carri armati medi3 con cannoni da 76 mm, più un plotone di Caccia Carri della Compagnia “A” del 701° Battaglione TD4, formarono il supporto di fuoco per le truppe di fanteria che assalivano la zona di Monte Mancinello e Pizzo di Campiano.

I carri armati erano posizionati a L482142 [La Cà], L473138 [Tra Torlaino e Poggiolforato] e L471133 [a sud di Poggiolforato verso Castellina]; i TD a L493141 [a metà strada tra Vidiciatico e La Cà] e L488152 [sulla strada tra Vidiciatico e Farnè all’altezza di C. Vescovo]. Al termine della missione il plotone di TD rimase in quella zona ma il plotone di carri armati tornò sotto il controllo della sua compagnia principale (Compagnia “B” del 751° Battaglione Carri), per prepararsi a supportare l’attacco di fanteria in programma il mattino dopo contro il Monte Belvedere. Oltre all’intera forza del battaglione dei carri armati, la Compagnia “A”, facente parte del 701° Battaglione TD, venne posta sotto il comando di questo Quartier Generale per integrare il ruolo di supporto che i carri armati avrebbero dovuto assumere.

logo della 232a Divisione di fanteria tedescaLa 232a Divisione di fanteria tedesca venne attivata il 26 giugno del 1944 nell’area di manovre di Wildflecken e trasferita in Italia nell’agosto dello stesso anno. Era composta da uomini anziani e convalescenti provenienti dal fronte Russo. Era una divisione statica ed era classificata esclusivamente per servizi di seconda linea. Buona parte dello staff e dei soldati provenivano dalla divisione denominata “fantasma” di Wildflecken. Era comandata dal tenente generale Eccard Freiherr von Gablenz dalla sua costituzione sino alla resa nelle mani di ufficiali dell’esercito brasiliano, avvenuta nel maggio del 1945 in Lombardia. Nello stesso periodo gli ufficiali alle operazioni furono: il colonnello Heinz Herre (10 luglio 44 - 25 ottobre 44) e il maggiore Friedrich Wilhelm Kohlmeier (25 ottobre 44 - 45).

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Le posizioni della 232a Divisione di fanteria ad ovest del fronte, da metà dicembre del 1944 fino al 24 febbraio del 1945, sono le seguenti:

232° Battaglione fucilieri
Il battaglione, assieme ad un battaglione dalla Divisione italiana San Marco temporaneamente parte del 4° Battaglione Hochgebirgsjäger2 nel settore del passo dell’Abetone, è posizionato dal passo Radici fino a Cima Tauffi.

1045° Reggimento Granatieri
Il reggimento è posizionato da Pietra Colora sino a sud-ovest del paese di Vergato ovvero al confine di divisione e di armata.